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  • Alfabetizzazione 2.0

    Per un uso critico del web

    Leggere, scrivere e far di conto: questi i classici strumenti con cui la scuola ha cercato di promuovere l’alfabetizzazione dei futuri cittadini. Tecniche imprescindibili, ieri come oggi, ma di per sé insufficienti a esplorare una galassia informatica in cui la comprensione del mondo, le occasioni di socialità e le forme di comunicazione sono sempre più influenzate dall’utilizzo dei nuovi media. Se di fronte alle icone di un tablet o al funzionamento di Twitter molti adulti si scoprono “analfabeti”, i giovanissimi sembrano invece orientarsi con dimestichezza nell’accesso digitale alla realtà. Eppure spesso ne ignorano i principali rischi, mostrando al contempo una scarsa consapevolezza delle sue potenzialità culturali.

    L’attività del laboratorio si articola in due fasi. Prima si affronterà il delicato problema della selezione critica delle fonti e delle informazioni sul web – connesso, se si vuole, all’antico cruccio filosofico della ricerca della verità. Poi si inviteranno i partecipanti a riflettere, in forma seminariale, sul mutamento epocale determinato dai social network nei processi di costruzione identitaria, individuale e collettiva. Allo scopo di educare a un impiego più consapevole di Google o di Facebook che, evitando sia i facili entusiasmi sia le demonizzazioni anacronistiche, consenta una pratica avvertita e responsabile di strumenti che ritmano, ormai più di altri, la vita quotidiana.

    Destinatari:

    • Studenti delle scuole superiori
    • Gruppi di cittadini, giovani e adulti, associati liberamente, o in enti pubblici e privati

    Modalità:

    • La struttura del laboratorio è adattabile alle esigenze educative dei partecipanti e può avere una forma flessibile, da 2 a 4 incontri della durata di 2 ore ciascuno.
    • Il numero indicativo di partecipanti è di 1-2 classi per le scuole; per le altre tipologie di destinatari: gruppi di max. 40 persone.
    • Sono previsti programmi specifici di attività laboratoriale per gli studenti in situazione di disabilità o con bisogni educativi speciali.
    • La metodologia d’insegnamento prevede momenti di didattica frontale, fasi di dibattito, attività di cooperative learning.

    Informazioni sui costi e prenotazioniinfo@associazionemilgram.it

  • Black Box

    La storia d’Italia che i manuali non dicono

    Si annunciano calendari fitti di ricorrenze per commemorare il Novecento: il centenario della Prima guerra mondiale e i tre quarti di secolo dall’inizio della Seconda sono alle porte. I giornali, la televisione e il cinema daranno grande visibilità al passato recente del Paese, ma la sovraesposizione mediatica non corrisponderà probabilmente alla profondità dell’analisi storica. È infatti verosimile che si tenderà, nel discorso pubblico, a eternare un mito antico e popolare. Fondato sulla convinzione che anche nei momenti più cupi e violenti, nel furore della guerra come tra i soprusi del fascismo, in Italia ha prevalso l’umanitarismo di un popolo solidale e civile, composto, nel bene e nel male, di «brava gente». Un luogo comune, questo, che i manuali di scuola non si attardano a sfatare.

    Esiste invece una “controstoria” italiana che andrebbe detta e illustrata, per senso di giustizia e scrupolo di verità. Per ovviare alle rimozioni sistematiche e ai deliberati oblii che hanno troppo a lungo edulcorato la storia patria. Bisognerebbe dire, per esempio, che Mussolini promulgò autonomamente le leggi razziali. Che i “ragazzi di Salò” fecero una scelta ignobile. Che nella prima metà del secolo scorso, il colonialismo, l’imperialismo e l’occupazione perpetrarono crimini contro l’umanità in Libia e in Etiopia, in Eritrea e in Somalia, nei Balcani, in Grecia e in Albania. Bisognerebbe, insomma, aprire la scatola nera del Novecento italiano. Per precisare, altresì, che neppure la storia repubblicana è priva di ombre. Dalla strage di piazza Fontana a quella di piazza della Loggia, dal sequestro Moro all’attentato alla stazione di Bologna, sino al massacro della scuola Diaz nei giorni bui del G8 di Genova. Un altro pezzo di Italia che i libri di testo non dicono.

    Destinatari:

    • Studenti dell’ultimo anno della scuole superiori
    • Gruppi di cittadini, giovani e adulti, associati liberamente, o in enti pubblici e privati

    Modalità:

    • La struttura del laboratorio è adattabile alle esigenze educative dei partecipanti e può avere una forma flessibile, da 2 a 4 incontri della durata di 2 ore ciascuno.
    • Il numero indicativo di partecipanti è di 1-2 classi per le scuole; per le altre tipologie di destinatari: gruppi di max. 40 persone.
    • Sono previsti programmi specifici di attività laboratoriale per gli studenti in situazione di disabilità o con bisogni educativi speciali.
    • La metodologia d’insegnamento prevede momenti di didattica frontale, fasi di dibattito, attività di cooperative learning.

    Informazioni sui costi e prenotazioniinfo@associazionemilgram.it

  • Di fronte al male

    Immaginare e ricordare la Shoah

    Ogni anno il Giorno della memoria costituisce l’occasione per ricordare lo sterminio degli ebrei d’Europa, emblema del male politico contemporaneo, immagine dell’umanità al proprio peggio. Il rischio, però, è che gli studenti oggi considerino quella vicenda estranea al loro mondo, come una tragedia irripetibile e confinata per sempre nel passato. Non cogliendo così il fatto che in quell’evento sono state condotte a estrema realizzazione tendenze rintracciabili anche nelle società democratiche.

    Senza istituire facili parallelismi, anzi denunciando raffronti imprecisi e banalizzanti, il 27 gennaio di ogni anno offre l’occasione per un confronto con la storia declinato in avvertimento per il presente, in tassello di un processo di educazione a una cittadinanza sensibile e responsabile. D’altronde, quando nell’ottobre 2002 il Consiglio d’Europa approvò un documento in materia di memoria della Shoah, i ministri dell’Educazione degli Stati membri decisero di istituire una «Giornata del ricordo» proprio allo scopo di sensibilizzare «nei confronti delle pagine nere della nostra storia, al fine di promuoverne la prevenzione, la comprensione, la tolleranza e il dialogo tra nazioni, razze e religioni».

    Destinatari:

    • Studenti dell’ultimo anno delle scuole superiori
    • Gruppi di cittadini, giovani e adulti, associati liberamente, o in enti pubblici e privati

    Modalità:

    • La struttura del laboratorio è adattabile alle esigenze educative dei partecipanti e può avere una forma flessibile, da 2 a 4 incontri della durata di 2 ore ciascuno.
    • Il numero indicativo di partecipanti è di 1-2 classi per le scuole; per le altre tipologie di destinatari: gruppi di max. 40 persone.
    • Sono previsti programmi specifici di attività laboratoriale per gli studenti in situazione di disabilità o con bisogni educativi speciali.
    • La metodologia d’insegnamento prevede momenti di didattica frontale, fasi di dibattito, attività di cooperative learning.

    Informazioni sui costi e prenotazioni: info@associazionemilgram.it

  • L’Effetto Lucifero: come si diventa cattivi … e perchè ricordarlo

    Obbedienza, conformismo sociale e violenza di massa, dalla Shoah ai giorni nostri

    L’intento di questo progetto è quello di riflettere sulla cosiddetta “costruzione sociale del male”: le dinamiche sociali che possono trasformare delle persone “normali” in zelanti esecutori di crimini di massa, oppure in spettatori indifferenti, assolutamente passivi di fronte alla violenza sistematica che colpisce i loro concittadini. Partendo dall’analisi storiografica del caso della Shoah e dalla tesi sulla “banalità del male” di Hannah Arendt per arrivare alle ricerche empiriche di Stanley Milgram e Philip Zimbardo, il progetto si propone di illustrare fenomeni come la deresponsabilizzazione, l’obbedienza incondizionata, il conformismo sociale, per interrogarsi sulla loro relazione con i casi di violenza di massa nel mondo contemporaneo.

    Destinatari:

    • Studenti dell’ultimo anno delle scuole superiori
    • Gruppi di cittadini, giovani e adulti, associati liberamente, o in enti pubblici e privati

    Modalità:

    • Lezione frontale della durata di 2 ore, oppure modulo laboratoriale di 2 incontri della durata di 2 ore ciascuno.
    • Il numero indicativo di partecipanti è di 1-2 classi per le scuole; per le altre tipologie di destinatari: gruppi di max. 40 persone.

    Informazioni sui costi e prenotazioniinfo@associazionemilgram.it

  • HAPPY HOUR!

    Le idee di felicità, dall’antichità ai giorni nostri. Laboratorio di scrittura filosofica

    “Devi essere felice”: un’aspettativa o un imperativo che permea sempre più le nostre vite. L’idea che si venga al mondo con il diritto di essere felici, o che la ricerca della felicità costituisca addirittura il senso della vita individuale e sociale, è una peculiarità o una stravaganza, per altro assai recente, della nostra cultura. Gestire lo stress e la frustrazione che seguire una stella polare così seducente e lontana comporta, non è facile. Riempirla di un contenuto diverso da quello martellato ripetutamente da mode e pubblicità ancora meno, in particolare per dei giovani.

    L’unico scopo che questi incontri non si prefiggono è quello di indicare cosa sia la vera felicità, o di fornire le istruzioni su come raggiungerla. Si limiteranno a declinarla al plurale, a discuterne la presenza in gesti, pensieri, eventi ed epoche vicine e remote. In modo che ciascuno, da solo o insieme, possa decidere con maggior consapevolezza in materia.

    Destinatari:

    • Studenti delle scuole superiori
    • Gruppi di cittadini, giovani e adulti, associati liberamente, o in enti pubblici e privati

    Modalità:

    • La struttura del laboratorio è adattabile alle esigenze educative dei partecipanti e può avere una forma flessibile, da 2 a 4 incontri della durata di 2 ore ciascuno.
    • Il numero indicativo di partecipanti è di 1-2 classi per le scuole; per le altre tipologie di destinatari: gruppi di max. 40 persone.
    • Sono previsti programmi specifici di attività laboratoriale per gli studenti in situazione di disabilità o con bisogni educativi speciali.
    • La metodologia d’insegnamento prevede momenti di didattica frontale, fasi di dibattito, attività di cooperative learning.

    Informazioni sui costi e prenotazioni: info@associazionemilgram.it

  • La Leggenda del Grande Inquisitore

    Libertà, conformismo, autorità. Laboratorio di scrittura filosofica

    La Leggenda del Grande Inquisitore, contenuta ne I fratelli Karamazov di Fëdor Dostoevskij, ci pone di fronte a uno scontro radicale tra due posizioni filosofiche inconciliabili. I due protagonisti – il Grande Inquisitore e Gesù Cristo – offrono infatti risposte completamente diverse alle grandi domande della nostra tradizione filosofica: qual è la natura dell’uomo? Ambisce alla libertà o vuole piuttosto essere schiavo di un padrone? Abbiamo bisogno di un’autorità, oppure tutti noi possiamo diventare delle persone autonome? Che cos’è la vera felicità? Cosa vuol dire amare i nostri simili? Qual è il modello migliore di società?

    Chi dei due personaggi ha ragione? E perché? Come contestare gli argomenti addotti dall’avversario? L’unico scopo che questo laboratorio non si prefigge è quello di indicare quale sia la “vera” risposta a tali quesiti. L’obbiettivo è quello di aiutare gli studenti a comprendere entrambe le posizioni esposte nella Leggenda per poter poi sviluppare, attraverso il confronto critico con il testo e con gli altri, una risposta autonoma rispetto alle domande filosofiche “eterne” presentateci da Dostoevskij.

    Destinatari:

    • Studenti delle scuole superiori (triennio)
    • Gruppi di cittadini, giovani e adulti, associati liberamente, o in enti pubblici e privati

    Modalità:

    • La struttura del laboratorio è adattabile alle esigenze educative dei partecipanti e può avere una forma flessibile, da 2 a 4 incontri della durata di 2 ore ciascuno.
    • Il numero indicativo di partecipanti è di 1-2 classi per le scuole; per le altre tipologie di destinatari: gruppi di max. 40 persone.
    • Sono previsti programmi specifici di attività laboratoriale per gli studenti in situazione di disabilità o con bisogni educativi speciali.
    • La metodologia d’insegnamento prevede momenti di didattica frontale, fasi di dibattito, attività di cooperative learning.

    Informazioni sui costi e prenotazioni: info@associazionemilgram.it

  • Poesia e Shoah

    a cura di Stefano Raimondi

    La Shoah ha radicalmente trasformato il modo di “intendere” e “vivere” il mondo, imponendoci di ripensare le categorie – morali, politiche, giuridiche, estetiche – elaborate dalla tradizione culturale novecentesca, nel tentativo di rispondere alla domanda  “Come è stato possibile?”.

    La poesia, come tutta l’arte, non si è sottratta a questo interrogativo, avvertendo il dovere di confrontarsi con quella “frattura di civiltà” che ha trovato il proprio simbolo nel campo di sterminio di Auschwitz. Nonostante il fatidico detto di Theodor Adorno “Dopo Auschwitz non si può più fare poesia”, alcuni dei maggiori poeti europei hanno voluto sfidare tale monito, ricorrendo proprio alla parola poetica per cercare di rivelare ciò che si potrebbe definire “l’indicibile dell’umano”. Non soltanto per onorare la memoria dei milioni che non riuscirono a scampare all’orrore nazifascista, ma anche per tentare, attraverso il confronto immaginifico con quell’evento, di ritrovare un riscatto morale per l’intera umanità.

    L’intento di questo progetto è quello di avvicinare i partecipanti alla tradizione poetica che, a partire dalla seconda metà del Novecento, si è confrontata con la Shoah e con le voci dei testimoni, interrogandosi sul significato epocale di questo evento e contribuendo a diffondere il dovere civico della testimonianza alle nuove generazioni.

    Destinatari:

    • Studenti delle Scuole superiori di secondo grado, classe 5°
    • Gruppi di cittadini, giovani e adulti, associati liberamente, o in enti pubblici e privati

    Informazioni sui costi e prenotazioni: 

    info@associazionemilgram.it

     

    Stefano Raimondi (Milano, 1964), poeta e critico letterario, si occupa da anni del rapporto tra poesia e Shoah. Docente presso la Libera Università dell’Autobiografia, è tra i fondatori dell’Accademia del Silenzio. Le sue pubblicazioni recenti includono La città dell’orto (Casagrande 2002 – Premio Sertoli Salis 2002), Il male del  reticolato. Lo sguardo estremo nella poesia di Vittorio Sereni e René Char (CUEM 2007), La parola in udienza. Paul Celan e George Steiner (a cura di, con G. Scaramuzza, CUEM 2008), Per restare fedeli (Transeuropa 2013 – Premio Marazza 2013).

     

  • ScuolAmica

    Progetto di supporto didattico e prevenzione dell’abbandono scolastico

    Il progetto ScuolAmica si propone di creare una rete di docenti qualificati in grado di offrire una formazione diversificata secondo le varie materie, allo scopo di recuperare “debiti” e colmare lacune, ma anche esercitarsi, approfondire o potenziare le proprie conoscenze. Rispetto alla tradizionale pratica delle ripetizioni, quello che proponiamo è un nuovo modo di incrociare domanda e offerta, che garantisca tanto l’economicità quanto la qualità del servizio.

    Dal lato dell’offerta, a svolgere il servizio di affiancamento scolastico sono giovani laureati e dottori di ricerca, con esperienza nel settore della didattica così come della ricerca universitaria. Crediamo infatti che per gli studenti sia estremamente importante potersi confrontare con persone “grandi” abbastanza da preservare quella verticalità comunque indispensabile al processo educativo, ma al tempo stesso abbastanza giovani da stabilire un rapporto più empatico con gli studenti, e quindi in grado di offrire un più efficace supporto motivazionale. Riteniamo fondamentale, inoltre, che a svolgere un’attività di recupero o potenziamento delle conoscenze degli studenti siano figure diverse da quelle chiamate, la mattina successiva, a giudicarli. La professionalità dei docenti coinvolti nell’iniziativa è inoltre garantita da Milgram, un’associazione culturale di ricercatori e docenti universitari che opera da anni in Toscana e Piemonte con l’obiettivo di tessere relazioni tra l’attività accademica e la scuola.

    Dal lato della domanda, vorremmo che l’affiancamento scolastico fosse reso accessibile al maggior numero possibile di fruitori. Il costo delle tradizionali lezioni private le preclude di fatto agli studenti provenienti dalle famiglie meno abbienti – spesso proprio quelli che ne avrebbero maggiore bisogno. Il progetto ScuolAmica offre invece questo servizio a prezzi sensibilmente inferiori; ciò è possibile proprio in quanto ai docenti è data la possibilità di svolgere legalmente un lavoro di formazione, spendibile anche all’interno del proprio curriculum vitae.

    Crediamo che la scuola sia la sede ideale per ospitare il progetto ScuolAmica; non solo e non tanto perché i suoi locali ben si prestano alle diverse formule di affiancamento proposte; quanto e soprattutto perché essa già rappresenta, grazie all’impegno quotidiano di chi vi lavora, il più importante punto di riferimento extra-familiare degli studenti. Il nostro obiettivo è di mettere questo patrimonio di credibilità a disposizione del territorio, integrando l’offerta formativa rispetto a quella del mattino, fino a fare della scuola un vero e proprio presidio educativo, a cui potersi sempre rivolgere con fiducia.

     

     

    Responsabili del progetto:

     

    Dott. Mirko Alagna (Università di Trento)

     

    Dott. Andrea Erizi (Università di Firenze)

     

    Destinatari:

    Studenti delle scuole secondarie di primo e di secondo grado

     

    Modalità didattiche:

    Lezioni individuali

    Lezioni a gruppi (da due a cinque studenti)

     

    Per informazioni sui costi e prenotazioni: info@associazionemilgram.it